Avete mai sentito parlare di…….. (*)
Vorrei parlarvi di un luogo un po’ fuori mano… leggermente fuori Bagnacavallo ma sicuramente… non in capo al mondo anzi!!!
Avete mai sentito parlare di “Cà de Gèval”… I forestieri, conoscenti di alcuni soci della nostra sezione, pur non conoscendo bene il nostro territorio identificano, geograficamente con questo nome, l’incrocio fra la via Crocetta e la via Trasale di Mezzo.
( usa il Link per visualizzare la sede http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=via+trasale+di+mezzo+bagnacavallo&sll=41.442726,12.392578&sspn=24.491015,39.418945&ie=UTF8&hq=&hnear=Via+Trasale+di+Mezzo,+48012+Bagnacavallo+Ravenna,+Emilia+Romagna&t=h&z=16
Per noi addetti ai lavori, invece, si tratta del luogo (che se volete può essere anche ameno) dove da anni fervono i lavori per l’allestimento del centro radio polivalente a disposizione dei Radioamatori della sezione A.R.I. di Bagnacavallo e/o degli operatori radio addetti ai centri operativi della Protezione Civile e si trova a circa un chilometro in line d’aria dalla nostra sezione.
Un po’ di storia
inerente questo centro ci informa che l’idea nacque dai radioamatori della nostra Sezione che, cercando un traliccetto sul quale installare le antenne radioamatoriali, scoprì, casualmente che stava per andare all’asta una gru edile automontate rimasta inattiva per anni a causa del fallimento della “Coopcostruttori” di Argenta.
Dopo aver segnalato la possibilità d’acquisto all’Ente comunale (più precisamente al servizio di Protezione Civile), ottenendo parere favorevole ma altalenante, si decise di partecipare all’asta “in proprio” incaricando il socio IW4DXP di presenziare fisicamente all’asta e di cercare di aggiudicarsi l’oggetto del desiderio al miglior prezzo possibile.
Ciò, fortunatamente, avvenne!
Fu così che in una piovosa mattina del 9/12/2006 ci recammo ad Argenta per recuperare la gru che, grazie al trasporto effettuato con mezzi messi a disposizione gratuitamente dalla Cooperativa Agricola di Mezzano e della ditta Baroncini Soccorso Stradale di Lugo, arrivò nel piazzale di via Trasale di mezzo, dove tuttora fa bella mostra di se.

Ecco che, a questo punto, uno sparuto gruppo di radioamatori della nostra sezione si prefisse di rimettere in sesto il pesante e mastodontico ammasso di ferro in parte arrugginito dal tempo e dall’inattività per ricavarne una “torre” sulla quale issare le antenne occorrenti alle trasmissioni radio.
Come fare? Quale progetto seguire? Con quali mezzi? Con quali forze?
Qui inizia la vera storia dell’allestimento dell’attuale centro radio polivalente denominato (con burlesca ironia) “CA’ DE GEVAL”.
Il progetto iniziale,
non privo di una certa cautela e sobrietà suggeritaci dai pochi mezzi a nostra disposizione, prevedeva di allestire una sala radio polivalente avvalendoci, come ambiente di trasmissione un container che già avevamo e come parco antenne quello da installare in cima alla torre ottenuta dalla rimessa in sesto della gru edile.
A dirsi, una cosa semplicissima e di facile realizzo… galeotti però furono gli incontri serali del venerdì in sezione. Fra un’idea ed un’altra fu abbozzato un progetto che prevedeva ben altro rispetto a quello iniziale. Cosa si intendeva fare e come realizzarlo si scoprirà quindi strada facendo.

Iniziammo a lavorare
già dal sabato successivo all’arrivo della gru. Già il sabato! Occorre infatti tener presente che tutto quanto andremo a scoprire è stato realizzato dal gruppetto di soci della sezione che decisero di portare avanti il progetto solo ed esclusivamente lavorando il sabato pomeriggio dalle ore 14 finquando c’è luce.
Il seguito a seguire....
Segue – la vera storia di
“Cà de Gèval”
Sembrano modi di dire ma spesso accadono realmente:
“Piove sul bagnato” oppure “le disgrazie non vengono mai sole”….ecc.
Lungi da noi voler dire che ci sono successe delle disgrazie ma gli adagi si possono ben adattare alla nostra storia…..
Avevamo appena finito di scaricare la gru con grandi sforzi e spesa di energie che, come per incanto, impariamo che ad un prezzo stracciatissimo, quasi a “regalo”, era disponibile un altro container lungo ben 12 m. all’interno del quale era stata ricavata una stanza di circa 10 m. con impianto elettrico funzionante ed un bagnetto da sistemare... Come rifiutare!! Certamente in previsione di allestire una sala radio polivalente un container di questo tipo poteva trovare mille modi di impiego… Dopo aver chiesto il permesso di scarico al proprietario del terreno che ci ospita, decidemmo di non rifiutare l’offerta. Detto – fatto! Pochi giorni dopo l’ennesimo autoarticolato ci scaricava vicino alla gru il suddetto container.
Mentre si discuteva su quale destinazione d’uso finale dargli, fu deciso che inizialmente, giusto per avere un minimo di confort, sarebbe servito come “base logistica” dei lavori che andavano ad iniziare..Le prime cose ad esservi introdotte furono un frigorifero ed una macchinetta per il caffè.
A questo punto eravamo nuovamente pronti per iniziare i lavori.
In un nebbioso e freddo pomeriggio, recuperata quasi dai rottami un’idropulitrice, iniziò un profondo lavaggio della gru alla quale i segni del tempo avevano lasciato perfino il tronco di un alberello cresciutole all’interno…


Tolta la vernice che si sfaldava ed i legni che non servivano, si cominciò ad eliminare il braccio di portata della gru stessa in quanto non serviva, ovviamente, al nostro scopo.
Fu proprio togliendo il superfluo che ci accorgemmo che purtroppo era stata scaricata al contrario in quanto, così lasciandola, avremmo dovuto allungare moltissimo i cavi delle antenne. Come fare? Era il caso di modificare il progetto iniziale o meglio di spostare la posizione della sala radio?
Dopo alcuni rapidi pensamenti e ripensamenti decidemmo che la cosa migliore era rigirare i 150 q. di ferro ed acciaio… Memori delle frasi celebri accreditate alla fisica, ci ripetemmo: “datemi una leva e vi solleverò….”

E fu così che non potendo più usufruire delle gru semoventi che tanto ci avevano aiutato per il trasporto, cominciammo ad allestire l’attrezzatura per sollevare prima da una parte poi dall’altra la candela della nostra gru ancora distesa. A quel punto fu un gioco da ragazzi far ruotare il basamento che, come ancora si vede, fu progettato proprio per far ruotare la candela…..
Ora tutto era pronto per avviare a spron-battuto i lavori di ripristino e di innalzamento. Troppo facile a dirsi!! Forti della disponibilità del proprietario del fondo che ci ospita, con trattore e biroccio ci andammo ad approvvigionare di sabbia, ghiaia, cemento, ferro e quant’altro poteva servire per costruire quattro solide basi d’appoggio per le zanche della gru stessa e, mentre una squadra si dedicava ad innalzare un altro traliccetto in cima al container da
poco acquistato, un’altra si dedicò alla costruzione dei plinti d’appoggio.






In attesa del completo consolidamento del cemento impastato, ci si dedicò allo studio approfondito delle condizioni dell’oggetto acquistato. Fu ben presto scoperta la mancanza di qualche puleggia e di qualche “spina” di bloccaggio che furono comunque prontamente (o quasi) ricostruite o rifatte. Fortunatamente la fune di innalzamento risultava ancora in ottimo stato come pure il motore al quale, comunque, ad evitare spiacevoli future sorprese, facemmo dare un revisionata completa.
Il lungo lavoro di adattamento della gru alla nuova destinazione d’uso, comportò ulteriori progetti e discussioni sul come utilizzare i futuri 30 metri di “candela”.
Infine fu varato un progetto che era sicuramente oltremodo impegnativo ma, se realizzato, avrebbe garantito alla struttura una versatilità forse unica nel suo genere. Corre l’obbligo di utilizzare il condizionale in quanto, riportando alla memoria quei momenti, ricordo ancora quante e quali fossero le facce, a dir poco “scettiche” alla visione del progetto.
Quale era il progetto e le difficoltà nel realizzarlo…. Alla prossima puntata!!
(*)
Carissimi, con la rubrica “Avete mai sentito parlare di..” intendiamo aprire un angolo del sito ai Soci in modo tale da poter dare voce a quanto può essere interessante per ognuno di noi. Lo scopo è quello di sfruttare le esperienze altrui e metterle a disposizione di tutti. Si può infatti chiedere a chi legge se ha sentito parlare di qualcosa a noi sconosciuto oppure mettere a disposizione di tutti un qualcosa da noi sperimentato oppure ancora, come nel caso sopra esposto, fare la cronaca di un qualcosa che può essere di interesse comune ma che non è ancora conosciuto da tutti… A voi interpretare e scrivere… come? Inviando una mail con la vostra richiesta di pubblicazione a questo indirizzo:
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